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ecospiritualità: essere umano parte del cosmo

Ecospiritualità

L’ecospiritualità collega la scienza dell’ecologia con la spiritualità. Si può definire in modo generale come una “manifestazione della connessione spirituale tra gli esseri umani e l’ambiente”.


Non importa la fede di provenienza, sia essa Cristianesimo o Islamismo o altre religioni, l’ecospiritualità riconosce la relazione spirituale di tutti gli esseri umani con l’ambiente. Di conseguenza, l’attuale crisi ecologica dimostra una crisi spirituale.

La crisi ecologica a cui siamo andati incontro rende necessaria una riconcettualizzazione del rapporto dell’uomo con l’ambiente. La prospettiva moderna che si basa sulla scienza e si concentra sull’uomo, mentre tutto il resto è al di fuori, ha mostrato i suoi limiti. Ha avuto e continua ad avere effetti disastrosi.

Pertanto l’ecospiritualità ha origine dalla confutazione dell’enfasi posta dalla società sul materiale e dalla separazione occidentale dell’uomo dall’ambiente visto come un insieme di risorse principalmente da utilizzare a proprio vantaggio.

La dark green Religion di Bron Taylor

Bron Taylor Dark Green ReligionBron Taylor è un professore di Religione e Natura all’università della Florida  che lavora principalmente nel campo dell’ecologia e della religione, etica ambientale e filosofia ambientale.

E’ autore del libro “Dark green religion- Nature Spirituality and the planetary Future”

 

Lui stesso ha coniato il termine “dark green religion” (spiritualità verde scura) che per lui identifica una specie di religione a tutti gli effetti. Il pensiero fondamentale si basa sulla sacralità della natura.

La natura è sacra, ha un valore intrinseco, e merita dunque cura e reverenza. Collegata a questa convinzione è la consapevolezza dell’interconnessione e interdipendenza di tutta la vita sul pianeta.

I testi sacri della dark green religion

Taylor afferma che la religione dark green, come tutte le religioni, ha dei testi sacri.

Walden di David ThoreauCostituisce un esempio il libro  “Walden ovvero vita nei boschi“ di Henry David Thoreau. Lo scrittore e filosofo Thoreau dedicò due anni, due mesi e due giorni (1845-1847) a cercare un rapporto intimo con la natura.

Il libro fu scritto quasi interamente durante il suo soggiorno in una capanna, costruita in gran parte da solo, sulle sponde del lago Walden che si trova vicino alla cittadina di Concord, nel Massachusetts.

Walden è ritenuto uno dei primi romanzi ecologici ed ha influenzato fortemente il pensiero ecologico contemporaneo.

L’ intento dello scrittore era di ritrovare se stesso in una società che non rappresentava ai suoi occhi i veri valori da seguire, ma solo l’utile mercantile. Anche per questo Walden ebbe un grande successo nella controcultura statunitense, in particolare la Beat Generation. Questi movimenti furono ispirati dall’esperienza di Thoreau e dalla sua forte volontà di un ritorno alla natura in contrasto con la crescente modernizzazione delle metropoli americane.

I profeti della dark green religion

Oltre ai testi sacri la “dark green religion” ha profeti, scrittori e attivisti tra cui spiccano gli statunitensi John Muir e Rachael Carson.

John Muir (1838 –  1914)

Conosciuto come “John delle montagne”, fu uno scrittore e naturalista scozzese-statunitense. E’ considerato uno dei primi conservazionisti moderni.

Il conservazionismo (o conservazione), per chi non lo sapesse, è l’ideologia che auspica il mantenimento della qualità di un determinato ambiente e delle sue risorse naturali, degli ecosistemi e della biodiversità ad esso relativi.

John MuirMuir ha influenzato fortemente la moderna scienza ecologica con i suoi scritti.

Le sue lettere e i suoi libri letti da milioni di lettori ci raccontano delle sue avventure nella natura. Soprattutto illustrano la natura selvaggia delle montagne della Sierra Nevada in California. Il suo diretto attivismo aiutò a preservare la Valle dello Yosemite e altre aree selvagge. Il Sierra Club, da lui fondato, è ora considerato una delle più importanti organizzazioni per la conservazione della natura negli Stati Uniti.

Muir è stato definito un pensatore ecologico e un profeta religioso. Infatti i suoi scritti sono diventati una guida personale nella natura per innumerevoli individui, rendendo il suo nome “quasi onnipresente” nella coscienza ambientale moderna specialmente statunitense.

Il  biografo Donald Worster scrisse che Muir credeva che la sua missione fosse “… salvare l’anima americana dalla resa totale al materialismo”.

Una missione che si erano posti in molti, penso.


Rachael Louise Carson ( 1907 –  1964)

Rachael CarsonBiologa e zoologa, anch’essa autrice di molti libri sulla natura.

Verso la fine degli anni ’50, Rachael Carson cominciò ad occuparsi di conservazionismo, in particolare di alcuni problemi che riteneva fossero causati da pesticidi sintetici. Il risultato fu il libro Primavera silenziosa (Silent Spring) del 1962, che ebbe un enorme successo negli Stati Uniti.  Il libro portò il popolo americano a sviluppare una coscienza ambientale a  un livello senza precedenti. Sebbene il libro fosse stato ferocemente osteggiato  da parte delle compagnie chimiche, causò un’inversione nella politica nazionale sui pesticidi. Si arrivò così al divieto a livello nazionale dell’uso di DDT e di altri pesticidi. Inoltre la Carson lanciò il movimento ambientalista che portò alla creazione dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti.

Non mancano testi e profeti per questa nuova religione, ma secondo Bron Taylor neanche rituali.

I soul surfers

Rituali, come quelli dei “soul surfers”, per esempio incontrare l’oceano all’alba.

I “surfisti dell’anima” considerano il surf come una pratica profondamente significativa che apporta benefici fisici, psicologici e spirituali.

Per non pochi, il surf è una forma religiosa che porta a credere nella natura come potente, trasformativa, guaritrice e sacra. La quantità di persone che considerano il surf come una salvezza per l’anima e per il corpo costituisce, ormai, una fetta rilevante.

Tom Blake surfer

Tom Blake, uno dei maggiori surfers della storia, parlava di una forza divina che, a suo parere, anima tutte le onde dell’universo, comprese quelle del mare. La sua esperienza con l’oceano, elemento che egli considerava portatore massimo di energia, lo portò a concludere che la Natura fosse sinonimo di Dio e che il surf, in quanto esercizio di comunione con la natura, fosse un esperienza magnifica di comunione col divino.

Dark green religion e impegno politico

Naturalmente questa religione è collegata all’ambientalismo, definito come l’ideologia e l’insieme delle iniziative politiche che si occupano della tutela e del miglioramento dell’ambiente naturale.

Ma l’idea che la natura sia sacra porta ad una maggiore responsabilità etica collettiva e alla necessità di trattarla col rispetto dovuto.

La dark green religion e le altre religioni

Taylor precisa anche che credere nella sacralità della natura non comporta necessariamente credere in un essere sovrannaturale. Pertanto anche un ateo o un panteista possono  aderire alla dark green religion se condividono il significato spirituale dell’evoluzione del cosmo.

Ovviamente questa nuova religione si sente molto vicina a quelle tradizioni spirituali come l’animismo, il Giainismo, il paganesimo e lo shamanesimo che si basano sulla credenza che tutte le cose possiedono un’anima o un’intelligenza spirituale.

Anche i sistemi filosofici come la ecologia profonda, la teoria di Aldo Leopold sull’etica della terra e l’ipotesi Gaia dell’inglese James Lovelock hanno molto in comune con la dark green religion.

Le religioni green e le religioni ecofriendly

Taylor fa anche una distinzione dovuta tra la deep green religion, che deriva dalla concezione della natura come sacra, e le nuove prese di posizione “verdi” o eco-friendly delle religioni tradizionali.

Secondo Taylor le religioni abramitiche, quelle che rivendicano il patriarca Abramo come parte della loro storia sacra, sono fortemente legate ad una visione del mondo antropocentrica. E’ una visione che vede gli esseri umani come gli esseri viventi più simili a Dio e per questo provvisti di un diritto di dominio sulla intera biosfera.  L’antropocentrismo guarda il mondo nella credenza che l’uomo sia l’essere più significativo dell’universo.

Questa cosmogonia ha giocato un ruolo essenziale nell’attuale crisi ecologica, giustificando in parte la dissacrazione e lo sfruttamento del mondo naturale.

Per questa ragione molti seguaci del deep green religion credono che gli sforzi per preservare l’ecosistema non avranno alcun successo finché non si cambierà l’attitudine spirituale verso una prospettiva biocentrica.

L’antropocentrismo nel libro della Genesi

Alcuni Cristiani si riferiscono al libro della Genesi (1,26-28) per giustificare l’antropocentrismo dell’essere umano.

-Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro:  «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.-

Ma l’uso della parola dominio nella Genesi è controverso. Per molti cristiani, specialmente cattolici, questa parola può essere interpretata  come “governo” che starebbe ad indicare che l’essere umano ha il compito di prendersi cura della terra e delle varie forme di vita.

Gli uomini non sono antropocentrici di natura

Del resto la giustificazione che il porre al centro del mondo se stesso faccia parte della natura egoistica dell’essere umano non trova riscontro per esempio in alcuni studi condotti su bambini delle popolazioni indigene dell’America. I bambini Wichì , popolazioni indigene dell’Argentina e della Bolivia, hanno mostrato una tendenza a pensare agli organismi viventi in termini di somiglianze tassonomiche o percepite, con considerazioni ecologiche e tradizioni animistiche. Il risultato è una visione meno antropocentrica del mondo naturale di quella posseduta da molti bambini nelle società occidentali. Quindi anche l’antropocentrismo è un fatto culturale.